IL FUTURISMO
All'inizio del Secolo si diffondono nuovi macchinari, quali l'automobile (tipico soggetto futurista), il telefono, i primi aerei e notevoli scoperte, come l'elettricità, cambiano la vita quotidiana.
A Parigi, nel periodo antecedente alla Prima Guerra Mondiale, nasce il Movimento. In Italia, per i Futuristi, Milano è la città industriale per eccellenza, l'immagine del progresso.
I principi e gli obiettivi fondamentali del gruppo sono:
· l'esaltazione del progresso tecnico, della velocita', della macchina
· il rifiuto ostinato nei confronti del passato e della tradizione pittorica e scultorea accademica
Tutte queste convinzioni vengono pubblicate sul “Manifesto del Futurismo”, nel 1909, da Tommaso Marinetti che lo considera una sorte di provocazione, aggressione, entusiasmo verso la sua corrente. Con la pubblicazione del manifesto sul giornale “Le Figaro” nasce ufficialmente il Movimento. Marinetti è considerato il fondatore del Futurismo, seguito poi da Boccioni, Boccioni, Balla, Depero e Severini come italiani e da altri artisti stranieri.
Il nome “Futurismo” deriva dal termine “futuro”, a cui sono particolarmente interessati i seguaci del Movimento. I Futuristi, cercando di creare un'arte totale, includono nella loro corrente anche la poesia, la scultura, la musica e l'architettura.
Per i Futuristi è importante entrare in guerra, perchè la vedono come una forza distruttiva capace di annullare il mondo vecchio per crearne uno nuovo, sono quindi convinti interventisti (alcuni di loro combatteranno anche nella Grande Guerra) . Per loro “TUTTO SI MUOVE, NULLA E' FERMO”, analizzano ed evidenziano sempre la sensazione dinamica con l'uso di piani curvi e obliqui e colori accesi. Nella loro tecnica si trovano anche elementi dell'arte cubista, conosciuta a Parigi da alcuni di loro.
Per otttenere l'effetto del movimento nei dipinti i Futuristi utilizzavano soprattutto queste tre tecniche:
1) ripetizione del soggetto che si sposta (ispirati dagli esperimenti di fotodinamica di Bragaglia);

2) sfaccettatura del soggetto per mostrare i riflessi che la luce assume quando questo si sposta;

3) l'uso di segni grafici di movimento come si fa oggi nei fumetti.